C’è posta per te (film)

Mi dispiace per voi ma no non sto parlando di C’è posta per te di Maria De Filippi in onda stasera anche se anche io la vedrò.Sto parlando del mio film preferito per eccellenza della storia di Joe Fox e Kathleen Kell.

Due attori veramente fantastici che insieme fanno il boom.

vivono e lavorano a pochi isolati di distanza nell’Upper West Side. I negozi che frequentano sono gli stessi e passeggiano per le stesse strade. I due si incontrano in una chatroom e da ciò ne nasce un’amicizia, sebbene anonima. Sentire quel suono “C’è posta per te” scalda il cuore di entrambi .Nella vita reale lei, solare e piena di passione, gestisce una piccola libreria per bambini ereditata dalla madre; lui è invece il proprietario della più importante catena di librerie di Manhattan, la Fox. Joe sta per aprire un altro dei suoi numerosi negozi proprio accanto alla libreria di Kathleen. Entrambi hanno una relazione, ma nessuno dei due è veramente innamorato.Riguardando il modo in cui la fidanzata di Joe corre la mattina è da uccidersi ,ma in realtà esiste veramente gente così che corre dalla mattina alla sera ma verso cosa si corre esattamente?Non l’ho mai capita questa vita frenetica perché non alzarsi semplicemente prima per partire tranquilli.

Per non parlare del modo in cui cerca di convincerlo ad andare ad una cena che cos’era una foca??.Comunque parlando d’altro all’inizio quando iniziano ad aprirsi i negozi è quasi magico forse per questo ho sempre amato New York e un giorno ho promesso me stessa di andarci

Il primo incontro fra i due avviene per caso nella libreria di Kathleen, dove lei legge le fiabe ai bambini e Joe accompagna due bambini suoi parenti: il fratellino e la zia. Ovviamente lui non le dice chi è, il modo in cui lo nasconde è fantastico ma le dice semplicemente di chiamarsi Joe, nonostante il fratellino sillabi ripetutamente il cognome F-o-x. In seguito si ritrovano a una festa di beneficenza in cui finalmente Kathleen viene a sapere che è lui il famoso Fox che probabilmente le rovinerà tutti gli affari e capiscono di non avere simpatia l’uno per l’altra. Mentre sono ignari delle loro vere identità, mantenute anonime attraverso un fitto scambio di e-mail, giungono a raccontarsi e a conoscersi e nasce una bella intesa. Parlano di tutto, discutono liberamente dei più svariati argomenti scoprendo ogni volta aspirazioni, sogni e interessi in comune.

bellissima questa citazione

Ogni sera si ripete lo stesso rito: è un appuntamento al quale forse non saprebbero più rinunciare. L’affinità di cuore e di mente cresce di giorno in giorno fino a quando la curiosità non spinge i due librai a prendere una decisione: devono incontrarsi perché questo rapporto virtuale è quanto di più bello potesse loro capitare. Joe, vedendola seduta al caffè dell’incontro con il libro e il fiore che l’avrebbero fatta riconoscere da lui, è stupefatto; le si avvicina non rivelandole che è lui il “NY152” che lei stava aspettando, ma finge di trovarsi lì per caso. Purtroppo litigano e l’incontro finisce con lui che se ne va offeso. Per e-mail lei si mostra pentita di aver insultato Joe e chiede al suo amico come mai non fosse venuto all’incontro.

Inizialmente indeciso se continuare a scriverle, Joe riprende il fitto dialogo via mail con Kathleen. A causa dell’apertura delle librerie Fox, lei è costretta a chiudere il suo piccolo negozio e si ritira in casa a pensare al futuro.

Nel frattempo entrambi si lasciano con i rispettivi compagni e un giorno, sapendola malata, Joe la va a trovare a casa,diciamo Joe che ti sentivi un pò in colpa dai e gli hai portato delle margherite, i suoi fiori preferiti, così iniziano a frequentarsi. Lei gli racconta del suo amico anonimo di cui è molto presa. Piano piano si avvicinano e i loro incontri, cene e passeggiate riscuotono lo stesso successo in termini di sensazioni e affinità intellettuale. Finalmente a Riverside Park i due amici di mail si danno un secondo appuntamento ed è lì che Kathleen ha la bella sorpresa, quando fra le lacrime gli dice: «Volevo tanto che fossi tu. Volevo che fossi tu con tutta me stessa» e si scambiano un tenero bacio mentre il cane di Joe, Brinkley, fa loro le feste.

Musica fantastica mette energia…

Che dire?Il finale è stato unico e come sempre ho pianto.Lo consiglio a chiunque ami l’atmosfera di New York a chi crede che un’amicizia anche iniziata male si possa trasformare in qualcosa,questo perchè non bisogna giudicare la persona dall’aspetto.

La cosa più strana del nostro modo di comunicare è che si tende a parlare più di niente che di qualcosa. Ma io volevo dire che tutto questo niente per me ha più significato di tanti qualcosa! Ecco, quindi…Grazie!

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